[NB: this page was first published in http://etcjournal.wikispaces.com/audiodescription. I am copying it here to make its content retrievable by the search engine of this wiki. - calmansi calmansi Sep 8, 2011]

Introduction | Experimenting: autism video | Scripting | Text-to-speech, sync | Results | Transcript | Update 2014-02-28 | Short URL

Introduction

In theory, the audio description of a video should be in a separate audio file containing only the descriptions of visual, non audible, informative elements, synchronized with the video track so as not to overlap with the video's audio content: see Examplesin the W3C's SM7: Providing audio description in SMIL 2.0 page.
However, while some online video hosting services (YouTube, blip.tv) offer the possibility to add synchronized text files for subtitling to a video, none so far - to my knowledge - offer the possibility to add an audio track for audio description.
The work-around used by the Global Public Inclusive Infrastructure (GPII) in the page for its introductory video is an interesting multiple offer:
Then this page also says: "The attachment below is a transcript of both the narration and the audio description." Though I was unable to find it, this is a great idea.

Experimenting: autism video

As I was captioning Roberto Ellero's YouTube video about autismin Italian in http://www.universalsubtitles.org/it/videos/j1D8ygYyeT58/, I thought it would be great to have audio descriptions of what Stefano does in the "IN_BOX attività pratiche con solidi neutri" part (from 20:31). And I liked the GPII's use of text-to-speech for the audio descriptions: far easier to make them fit into a limited time than with a human recording [1] , and then they clearly appear as something different from the original spoken audio. True, text-to-speech voices are flat and homely, but then, so are the bricks used in some scrupulous restorations of antique monuments: in both cases, this very flatness distinguishes what is added from the original.

Scripting

I decided to squat http://www.universalsubtitles.org/it/videos/j1D8ygYyeT58/en-gb/143902/, i.e.
the English, British track of http://www.universalsubtitles.org/it/videos/j1D8ygYyeT58/ for scripting the audio descriptions [2] .
So I downloaded the .srt file of the normal Italian captions, and reuploaded it pretending they were in English, British. And then I added the descriptions,
between [ ], of what Stefano did at the right moments.
Thus I was able to download .srt and .txt files containing the text of both the original captions and the audio descriptions.

Text-to-speech, sync

To get the text-to-speech audio files, I fed the descriptions in the free version of ispeech.org. Due to the length limitation of free accounts, I had to split one description into two.
I used Audacity to synchronize the audio files of the video and of the descriptions: 8 tracks [3] , using the timecoding indications of the .srt file.

Results

Then I saved the synchronized result as 2 audio files:
  • One containing the audio descriptions and the original audio of the video, as in the audio of the GPII video: AD_video_autismo_40kbs.mp3




However, after listening to AD_video_autismo_40kbs.mp3 I got the impression that if I were blind and wanted to access the content of that video, I'd much rather just use the file with the transcript of its spoken parts and the audio descriptions I could read at the speed I would decide with my text-to-speech software, maybe with some intertitles to facilitate the navigation. So here goes:

Transcript

Titoli di testa

[musica - fino all'inizio del parlato] [Lidia Cattelan: Autismo. Manuale operativo per docenti e genitori]

[Autismo. Manuale operativo per docenti e genitori.]

[La casa editrice Industrialzone di Schio presenta al Salone Industriale del Libro di Torino 2011 uno strumento di lavoro per insegnanti e genitori mirato alla creazione di un percorso autonomo a beneficio di bambini, ragazzi e adulti affetti da autismo.]

[Interventi di Lidia Cattelan, autrice del libro; Cristina Ceola, direttrice Industrialzone; Giovanna Marchioro, psicologa psicoterapeuta. Attività pratiche con solidi neutri (IN_Box)]

[Riprese e montaggio video a cura di Roberto Ellero www.webmultimediale.org]

Il manuale


Cristina Ceola: La casa editrice Industrialzone di Schio presenta al Salone Industriale del Libro di Torino 2011

uno strumento di lavoro per insegnanti e genitori

mirato alla creazione di un percorso autonomo a beneficio di bambini, ragazzi e adulti affetti da autismo.

"Autismo. Manuale operativo per docenti e genitori" è scritto da Lidia Cattelan, pedagogista e dirigente scolastico,

nonché formatrice e coordinatrice del servizio "Sportello provinciale autismo" di Vicenza.

Affronta i temi classici della sindrome autistica in maniera semplice e divulgativa,

rappresentante una buona proposta di collaborazione concreta tra scuola e famiglia.

L'insegnante, chiamato sempre più spesso a lavorare con alunni diversamente abili, non deve spaventarsi di fronte all'handicap,

ma cercare di conoscere, sperimentare e trovare strategie utili ad una buona didattica.

Il manuale si propone pertanto come uno strumento di lavoro facile ed accessibile,

in grado di fornire risposte chiare e pragmatiche alle domande di quei docenti e genitori

che sentono l'esigenza di creare un percorso personalizzato di autonomia per bambini, ragazzi e adulti affetti da disturbi dello spettro autistico.

L'originalità del manuale sta soprattutto nella proposta di percorsi strutturati di lavoro che non si limitano alla teoria, ma sono già pronti per l'uso.

Infatti segue, dopo questo manuale, un libro operativo dal titolo "IN_Box".

Si tratta di un libro didattico operativo, composto da una serie di scatole che vanno montate sui loro supporti automontanti,

e adoperate per riconoscere, discriminare, seriare, raggruppare materiale iconico e oggetti di vario tipo,

in base a criteri di difficoltà crescente, tarati sul livello di sviluppo funzionale del soggetto in carico.

L'originalità del manuale, in questa ottica, sta soprattutto nella proposta di percorsi strutturati di lavoro,

che non si limitano alla teoria, ma sono già pronti per l'uso.

Le attività


Le scatole IN_box legate al manuale permettono quindi di giocare e di costruire un percorso insieme all'alunno,

attraverso l'osservazione, l'attenzione, il riconoscimento, la classificazione, la memorizzazione e la generalizzazione.

Usando semplici oggetti geometrici che richiamano forme riscontrabili nella realtà di tutti i giorni,

gli insegnanti, come in un gioco, concorrono a dare agli alunni stabilità e flessibilità, a strutturare lo spazio e il tempo,

ad avere un posto tra gli altri nella classe e fuori dalla classe: per la strada, tra la gente, a casa.

Oggi, molti bambini autistici vanno in classe con gli altri bambini, perché sono disponibili metodi didattici

in grado di migliorare le loro abilità sociali e le loro prestazioni linguistiche e scolastiche.

Anche se più del 60% degli adulti autistici continua ad aver bisogno di cure per tutta la vita,

alcuni programmi hanno iniziato a dimostrare che, con supporti appropriati e soprattutto precoci,

molte persone autistiche riescono a svolgere lavori significativi e a partecipare alla vita sociale.

Esperienze dell'autrice


Lidia Cattelan: L'idea di questo libro, "Autismo. Manuale operativo per docenti i genitori", nasce dall'esperienza

che ho avuto all'interno dello "Sportello autismo" come formatrice.

Da noi, e anche da me, ovviamente, arrivavano molti docenti e anche molti genitori che erano tristi, soli,

si sentivano abbandonati e non sapevano come fare per affrontare il problema di un allievo autistico

e i genitori, di un bambino in casa con questi problemi.

Allora ho pensato di scrivere alcune pagine, alcune cose che potrebbero essere molto utili,

per i docenti soprattutto, perché sono i primi che debbono lavorare con questi bambini in situazione scolastica,

in una situazione in cui ci sono tanti altri bambini che hanno tanti altri problemi, ovviamente.

Ed è come una prima risposta operativa per poter lavorare serenamente all'interno di una classe -

dentro una classe, fuori dalla classe - con l'allievo autistico e con altri allievi.

La mia esperienza ha origini molto lontane, nel senso che nel 73, io ho incontrato una persona che ha cambiato la mia vita.

Il suo nome è Giuseppe Malfermone (?) ed era direttore didattico del luogo in cui io sono stata chiamata a fare l'insegnante.

E lui mi ha chiesto, mi ha detto: "Guarda, c'è una scuola a Vigardolo, in Provincia di Vicenza,

che ha vicino un'altra scuola, una scuola per bambini con handicap: bambini afasici, bambini con difficoltà di apprendimento."

Erano i primi anni '70, 73, e diceva: "Guarda, sarebbe molto bello poter inserire questi bambini all'interno di una classe con bambini normali."

Dice: "Tu sei giovane, sei venuta qua, mi farebbe piacere che tu provassi a fare quest'esperienza."

L'esperienza è partita nel 73 e si è conclusa nell'80.

Abbiamo portato bambine - perché erano bambine - afasiche, all'interno di una classe di bambini normali,

e prima li abbiamo inseriti, poi integrati, e quindi li abbiamo portati nel posto di lavoro.

Sono bambine che hanno trovato posti, ovviamente, protetti, in cui poter lavorare per il resto della loro vita.

I nostri bambini li hanno accolti e sono diventati una classe non di 25 bambini + 5 che avevano problemi,

ma di 30 bambini, ognuno con la propria personalità e il proprio ruolo all'interno della classe.

E abbiamo fatto la scuola elementare, abbiamo fatto le scuole medie e gli esami di 3a media tutti insieme.

Sono stati tutti promossi.

Nell'80, faccio il concorso direttivo, lo vinco e entro di ruolo a Mason Vincentino.

Dall'81 in poi, la mia vita è sempre stata dedicata a quelli che hanno meno, a quelli che soffrono,

alle persone che non si possono esprimere e che hanno invece grandi possibilità e ce le dimostrano tutti i giorni.

Abbiamo lavorato, abbiamo lavorato con docenti molto brave, molto preparate, che hanno deciso

di dedicare la loro vita a persone che avevano di meno e che avevano grosse turbe, grosse difficoltà, sia di apprendimento, sia di comportamento.

Lentamente, la scuola, dopo il '77, l'anno della 517, ha fatto passi da gigante.

Tanto è vero che non si parla più di inserimento e integrazione, ma si parla di inclusione.

E l'inclusione è un concetto molto ampio, anche molto difficile da realizzare, perché includere significa rispettare ciascuno,

con la propria personalità, con i propri strumenti, con la propria possibilità di parlare, di esprimersi,

di stare nel mondo e di capire perché si è venuti a questo mondo, perché si stanno percorrendo le strade di questa terra

sapendo da dove si viene e dove si vuole andare.

Io ho sempre creduto che sia possibile l'inclusione, perché ognuno di noi, se guardiamo,

è una persona handicappata, ognuno di noi è svantaggiato.

L'importante è che lo svantaggio diventi una possibilità di recupero e di crescita.

Il libro, quindi, arriva, dopo molti anni, sulla base delle domande fatte dalle docenti ma anche della mia esperienza, perché mi è sembrato giusto.

Ho studiato all'università e tutti hanno contribuito al fatto che io avessi potuto quindi laurearmi,

hanno contribuito al fatto che io abbia potuto poi affermarmi nella vita, diventare dirigente scolastico:

era giusto dare alle persone, ridare alla socialità, al sociale le cose che erano state date a me.

Per cui, io ho cercato di mettere in questo libro non solo la parte tecnica, ma anche la parte umana

che dice perché noi facciamo queste cose, come le facciamo, quando le facciamo all'interno della classe.

Qui si parla di autismo, ma la mia vita è stata spesa tutta per l'handicap, per lo svantaggio,

per le persone che non avevano la possibilità di parlare.

Sarebbe bene che la scuola e i docenti dessero una voce a quelle che non ce l'hanno.

Com'è nato il libro


[Come è nato il libro - Conversazione con Lidia Cattelan e Cristina Ceola, direttrice editoriale di Inustrialzone]

Lidia Cattelan: L'idea di questo libro, proprio riguardante il libro "Autismo. Manuale operativo per docenti e genitori", è nata all'interno della scuola.

Ti ricordi, Cristina, quando tu sei venuta da me, ero direttore didattico e tu eri un insegnante di sostegno.

Abbiamo fatto un corso, un corso di formazione molto impegnativo, molto corposo,

che ha dato molto ai docenti e anche prodotto del materiale.

Alla fine del corso, con il materiale davanti nei tavoli, mi hai detto:

"Ma perché, Lidia, non provi a raccogliere questa cosa, che la pubblichiamo? Io sono un editore."

"Ma davvero?" ti ho chiesto, "Sei un editore?". "Sì," mi hai detto, "e mi farebbe piacere pubblicare queste cose che noi stiamo facendo a scuola,

che sono defilate, non sono in prima pagina, non sono conosciute da tutti, però lavorano all'interno del territorio, un territorio molto ricco,

perché dovete pensare che noi abbiamo lavorato insieme con il Dottore Piergiorgio Miottello

che è neuropsichiatra infantile di Bassano, e lui ci ha sempre dato una mano, un parere sulle cose che noi facevamo, e lo abbiamo anche chiamato molte volte nei nostri corsi di aggiornamento.

Per cui ho caricato da queste cose, ho messo via i nostri prodotti, e abbiamo incominciato a pensare

a come scrivere questo libro, a dividerlo ed è nato quello che poi voi, adesso, troverete in libreria ed è stato pubblicato proprio da Cristina Ceola

Ceola: Questa casa editrice mi ha chiamata nel 2006 per dirigere la collana Edro, libri per tutti, soprattutto per bambini e ragazzi con difficoltà di lettura.

Quando Lidia li ha visti, è stata subito entusiasta del prodotto, anche perché a scuola mancava un libro di narrativa per questi ragazzi.

Quindi, da questa esperienza poi è nato il desiderio di creare un altro documento importante,

dove la ricerca degli insegnanti fosse alla base, proprio il contenuto di questo libro, perché non si disperda la memoria,

e perché sia valorizzato il lavoro che quotidianamente tutti gli insegnanti fanno.

Il libro parte dall'esperienza diretta di Lidia Cattelan ed è molto ben scritto, alla portata di tutti, soprattutto,

dove dà suggerimenti importanti, sia per insegnanti con esperienza, sia per quegli insegnanti che affrontano la disabilità o l'autismo per la prima volta.

Quindi è consigliata la lettura del manuale e l'utilizzo delle scatole IN_BOX, scatole che noi chiamiamo libri operativi, che permettono di lavorare subito con i ragazzi.

Sono delle scatole che poi, vi mostreremo come possono essere utilizzate e che permettono di aiutare l'insegnante ad avere subito del materiale pronto e di facile utilizzo,

e di creare un percorso personalizzato ed individualizzato per il ragazzo.

Dica se vuole aggiungere qualcosa.

Cattelan: Sì. Nella realizzazione del lavoro, abbiamo tenute presenti tutte le esperienze che noi abbiamo avute.

E poi, un nostro amico ci ha aiutate - si chiama Elio Marioni (?) - e ci ha dato un finanziamento per poterlo proprio produrre.

E dal profondo del cuore, proprio, lo ringrazio, perché ci ha dato la possibilità di mettere insieme uno strumento molto utile

e che riuscirà a dare, soprattutto ai docenti più giovani, che hanno anche più difficoltà, che vengono per la prima volta,

come diceva giustamente Cristina, a contatto con questi bambini, la possibilità di lavorare proprio concretamente.

Cos'è l'autismo?


Giovanna Marchioro: Quando il terapeuta si trova davanti al bambino che soffre di autismo primario, interpreta man mano che il materiale si presenta con chiarezza,

quali eventi traumatici, interni od esterni, hanno interferito con la sua evoluzione.

Se no che (?) il luogo fusionale non si escluda da sé, ed egli emerga separato e come una identità.

La cura del bambino autistico tende, primo a stabilire o ristabilire una maggiore integrità dell'immagine corporea, che dovrebbe trasmettere un maggior senso di identità.

Secondo, a sentire il contemporaneo sviluppo di rapporti con l'oggetto. Ed è questa fase che ci interessa di più: poi la riprenderemo.

Terzo, alla reintegrazione delle funzioni di maturazione e sviluppo ad egli mancanti o attuali (?).

Come dicevo, a me interessa il punto due, cioè rinforzo con l'utilizzo della scatola operativa durante l'orario scolastico.

Può favorire, se impostato in modo corretto, il rituale simbolico dove il bambino si sente parzialmente un tutt'uno con la scatola,

ma allo stesso tempo, nel momento dell'azione, dove vede che il suo braccio ottiene il risultato, cioè la pallina passa,

acquisisce mediante la sperimentazione per tentativi ed errori, la sua differenziazione e individuazione.

Come se dicesse: "Io riesco a fare sì che la pallina entri nel buco."

Quindi la presenza dell'operatore gli fa da ponte per la riuscita del gioco.

È fondamentale esserci nel momento del bisogno, ma non esistere quando il bisogno è soddisfatto, come accadeva del resto nei primi mesi di vita.

Quindi il terapeuta o chi fa per esso, quindi l'operatore, fa s`, cosa? Diventando pelle, bianchezza, sofficità(?)

e lasciando allungare e accorciare il cordone umbelicale secondo le necessità del bambino, in quanto questi bambini non hanno ben tollerato lo schiudersi dell'uovo

e la conseguente differenziazione dalla madre, ma la Madre con la M maiuscola, cioè la madre onnipotente e appagante.

Ora farò un breve riassunto di cosa succede nei primi mesi di vita, fino al 3o anno di vita, per rendere meglio l'idea.

Allora nel periodo che va dai 5, + o - 6 mesi di vita, i bambini dovrebbero sganciarsi dal corpo materno,

esercitando un'ispezione doganale. Cioè cosa vuol dire? Un controllo visivo e ripetuto alla madre, diventando così consapevole della non madre.

E come se dicesse: "Io sono qui, la mia mamma è là." E non c'è pericolo dell'angoscia dell'assenza, cosa che accade invece quando la madre scompare dal campo visivo.

Segue poi il periodo di sperimentazione che va dall'inizio della deambulazione al controllo sicuro della posizione eretta.

Cosa succede? Che a partire, + o - dai 10 mesi, compaiono deambulazione, linguaggio, pensiero, esplorazione degli oggetti esterni:

comincia così la sua avventura nel mondo e l'investimento libidico sulle funzioni autonome e sugli oggetti creano uno stato, nel bambino, di esaltazione.

E in questo modo, cosa accade? Che questo allontana da sé la minaccia del rapporto fusionale con la madre.

In questa sperimentazione, che è cruciale, vediamo che è molto importante quanto l'oggetto materno buono venga internalizzato, portandolo dentro di sé in questo modo e assimilandolo dentro l'io.

È come se il bambino sentisse comunque la madre che lo nutre.

In questa sperimentazione, quello che è cruciale è il quanto di oggetto materno è stato internalizzato, cioè di oggetto buono, portato dentro di sé, assimilato all'io, che lo nutre da dentro.

Il bambino deve mantenere un lungo cordone invisibile, sottile, che gli consente un campo visivo di attività esplorativa.

Nel periodo successivo - e arriviamo così ai 18 mesi - il bambino è sempre più consapevole della sua separazione fisica dalla figura materna.

Egli è preso tra un bisogno sempre più crescente di autonomia, quindi di sperimentare, e dalla difficile perdita con l'oggetto simbiotico, perduto.

La grande Madre, fonte di gratifiche, che faceva sentire onnipotente il bambino, in qualche modo lo fa rinunciare alla propria grandezza.

CIoè lui deve rinunciare alla grandezza della madre onnipotente.

Allora sono due i compiti, in questa fase, importanti: la conquista della sua individualità permanente, cioè il sentirsi un io autonomo,

e la relativa costanza dell'oggetto. cioè la madre deve comunque esserci nel campo e aiutarlo così nelle varie fasi secondarie.

Arriviamo così ai 3 anni. Le sue tappe sono attuabili, a condizione però della graduale sabbida (?) internalizzazione dell'immagine materna, investita positivamente.

Le interferenze in questo lungo e delicato processo evolutivo che va dall'autismo fisiologico alla matrice simbolica, sino all'individuazione, son dovute a fattori innati oppure ambientali.

Portano a gravi patologie, tra cui anche l'autismo. Quindi speriamo che in futuro, questo tipo di sperimentazione possa veramente aiutare molto questi bambini.

Ringrazio tutti. Spero di essere stata esaustiva. Buona sera.

Attività pratiche


[IN_BOX attività pratiche con solidi neutri]

Voce off: Ciao Stefano, oggi ti farò fare un esercizio.

Prendiamo una scatola, e la mettiamo qui in centro.

Prendiamo un coperchio.

Ha un foro circolare.

Questa è una sfera: l'oggetto che tu devi prendere e mettere dentro a questo foro.

[Stefano mette la sfera nel foro]

Bravissimo, Stefano. Ora aumentiamo leggermente la difficoltà.

Prendiamo sempre una scatola e la mettiamo al centro;

il coperchio, sempre con il foro tondo.

Ora ti posiziono qui davanti 5 sfere.

Queste sfere, come prima, le dovrai sistemare dentro alla scatola.

[voce off aggiunge le sfere]

Bene.

[Stefano mette le sfere nella scatola]

Bravissimo, Stefano: hai eseguito correttamente l'esercizio.

Bene, Stefano. Ora passiamo al livello successivo.

Posiziono una scatola, sempre con il coperchio con la foratura tonda.

Posiziono una 2a scatola, con il coperchio con la foratura quadrata.

Ora avrai davanti 2 oggetti: una sfera e un cubo.

Prova ad eseguire l'esercizio.

[Stefano prende il cubo, lo muove verso la scatola col foro tondo, poi lo mette nella scatola col foro quadrato. Prende la sfera, la muove verso il foro quadrato, poi la mette nel foro tondo]

Bravo, Stefano, hai eseguito molto bene questo esercizio.

Ora, aumentiamo la difficoltà.

Posiziono la prima scatola, con il coperchio con la foratura tonda.

Poi posiziono la 2a scatola con la foratura quadrata.

Adesso ti metto 5 sfere e 5 cubi.

Prova ad inserirli nelle scatole giuste.

[S. prende un cubo, lo palpa, prova a inserirlo nel foro tondo, lo rigira, lo ripalpa e lo inserisce nella scatola quadrata. Prende una sfera, la palpa, la porta verso il foro quadrato, la mette nel foro tondo. Prende un cubo, lo palpa, lo mette nel foro quadrato. Prende un cubo, lo palpa, prova a inserirlo nel buco tondo, insiste, lo mette nel foro quadrato. Prende una sfera, la mette nel buco tondo, Prende una sfera, la porta verso il buco quadrato, la mette nel buco tondo. Prende un cubo, prova a metterlo nel buco tondo, insiste, la mette nel buco quadrato. Prende una sfera, prova a metterla nel buco quadrato, la mette nel buco tondo. Prende un cubo, sfiora il buco tondo, lo mette nel buco quadrato.

Bene, Stefano. Ora passiamo all'ultima fase.

Ti sei esercitato molto e adesso passiamo all'ultimo livello.

Mettiamo 3 scatole.

Queste 3 scatole avranno 3 fori diversi.

La prima, che conosci bene, ha il cerchio.

La seconda, un quadrato.

La terza, un foro nuovo: il triangolo.

Prova ad inserire questi 3 oggetti nelle scatole giuste.

[Stefano prende la piramide a 5 lati, prova a inserirla dal lato quadrato nel buco quadrato, la posa sul buco tondo, la inserisce nel buco triangolare. Prende il cubo, lo palpa, lo porta verso il buco tondo, lo inserisce nel buco quadrato. Prende la sfera, la fa rotolare sul buco triangolare, la palpa, cerca di inserirla nel buco quadrato, , la mette nel buco tondo.]

Bravo, Stefano.

Stefano, ora, ti metterò molti solidi:

5 cubi, 5 sfere e 5 piramidi.

Prova a collocarle correttamente.

[Stefano prende una sfera, prova a metterla nel buco quadrato, la mette nel buco tondo. Prende una piramide, prova a metterla nel buco quadrato, la mette nel buco triangolare. Prende una sfera, la mette nel buco tondo. Prende una sfera, la porta verso il buco quadrato, la mette [nel buco tondo. Prende una sfera, prova a metterla nel buco triangolare, poi in quello quadrato, la mette nel buco tondo. Prende una sfera, la mette nel buco tondo. Prende una piramide, la palpa, la mette nel buco triangolare. Prende una piramide, prova a metterla nel buco quadrato, la mette nel buco triangolare. Prende una piramide, la mette nel buco triangolare. Prende una piramide, la mette nel buco triangolare. Prende un cubo, lo mette nel buco quadrato. Prende un cubo, prova a inserirlo nel buco triangolare poi nel buco tondo, lo mette nel buco quadrato. Prende un cubo, lo mette nel buco quadrato.]

Titoli di coda


[Lidia Cattelan Autismo Manuale operativo per docenti e genitori]

[Riprese e montaggio video a cura di Roberto Ellero www.webmultimediale.org]

[sottotitoli italiani: Claude Almansi www.webmultimediale.org]

Update 2014-02-28


Amara (formerly Universal Subtitles) has now added a "Metadata: Audio Description" language to those one can write subtitles in - and the possibility to download subtitles in the .vtt format. YouTube also allows video uploaders to download their subtitles as .vtt files. So maybe we are getting close to what Silvia Pfeiffer explained in HTML5 video accessibility and the WebVTT file format (uploaded by Google Developers, 2011-03-24). I.e. maybe it will soon be possible to make a written description of the visual content of a video, and sync it to the video so that browsers can then read it aloud and pause the video meanwhile: a kind of CC subtitle track, but rendering the visual content as audio instead of rendering the audio content as text?

Back then, Google Developers had also made another version of this video, HTML5 video accessibility and the WebVTT file format - Audio Described - there the audio description was produced by an audio file, but it did make plenty of sense to have one, contrary to the example mentioned above.

So I decided to use that Amata "Metadata: Audio Description" language to script an audio description for the "Caucus Race* excerpt - http://www.youtube.com/watch?v=TCdczzzoSnU - from Disney's Alice in Wonderland cartoon, Then I used http://www.fromtexttospeech.com/ to get an audio version of the script, mixed it with the audio of the video, and got:



Rough-edged: let's hope this WebVTT specification soon starts working....

Short URL

Shorter URL for this page: http://bit.ly/audiodescription
  1. ^ Especially if the human must be me: I'm mike-phobic ;-)
  2. ^ If folks wanted to make English subtitles for the video, they could use the English (i.e. English US) track for that.
  3. ^ For accuracy, I should have divided the descriptions of what Stefano was doing into even more audio files, in order to synchronize them with the noises he produced when he dropped things into the boxes. But 8 tracks is my limit in Audacity.
  4. ^ The audio files inserted here are at 40kb/s, because of Wikispaces' 10 Mb/file limit, but I also have versions in higher definition